Le piace …… Monnet ?

Le piace …… Monnet ?

Provai a proporre ad uno studente universitario questa domanda, un po’ cinematografica, e mi sentii rispondere che non conosceva questo chansonnier francese.

Per carità : una rondine non fa primavera, ma non possiamo fare a meno di cercare di capire.

Nel lontano ’45 finì la guerra e tutti gli uomini di buona volontà proseguirono nelle attività che avevano già intrapreso, in piena guerra, oppure ne intrapresero di nuove che in quel frangente apparivano – francamente – leggermente utopiche.

Nel mondo si avviavano l’Organizzazione delleNazioni Unite e la NATO.

Qui in Italia, una miglioriana amnistia aveva cercato di riappacificare gli animi e contribuire alla cessazione di situazioni andate ben oltre la nostra guerra civile.

Oramai la pace e la ricostruzione materiale e morale proiettavano Paesi e Popoli verso inimmaginabili orizzonti.

E qui entrano in gioco quel tal Monnet ed alcuni ex nemici ed alleati, i quali si erano messi in testa un’idea lievemente “pazza”.

Il 9 maggio del ’50 [ cinque anni dopo la fine della guerra ] tale Schuman ( ispirandosi alle parole dette dal detto Monnet il 5 agosto 1943 ! ) propose una Dichiarazione, che venne sottoscritta il 18 aprile 1951 da : Belgio ( il principe reale del Belgio ), Francia ( Schuman ), Italia ( Sforza ), Lussemburgo ( la granduchessa del Lussemburgo ), Paesi Bassi ( la regina dei Paesi Bassi ), Repubblica Federale di Germania ( Adenauer ).

Nasceva la “Comunità europea del carbone e dell’acciaio” : finiva l’incubo delle guerre che proprio a causa di quelle due materie avevano ed avrebbero potuto ancora insanguinare l’Europa.

Capisco che lì per lì anche ad uno studente universitario può sfuggire che quel tal Monnet – insieme ad Adenauer, De Gasperi, Schuman ed altre grandi figure europee – aveva dato concretezza a quell’idea che fin dalla fine del Medioevo aveva agitato le menti di persone come Erasmo, Grozio, Mazzini, Wilson, Einaudi, Spaak, che sognavano, anch’esse, la fine delle guerre, che hanno poi insanguinato l’Europa fino alla prima metà del Novecento!

In fondo, se ci riflettiamo un attimo, per una persona nata il primo giorno del nuovo millennio si tratta dell’antichità, e, di cose delle quali, a pensarci bene, forse non ha mai sentito parlare neppure a sQuola !

Non intendo affrontare il problema dei programmi scolastici, ma va riconosciuto che neppure noi post- cinquantini abbiamo mai trovato nei programmi della nostra scuola una materia riguardante la ricostruzione dell’Europa, le Persone, gli eventi che l’hanno consentita. Anche se qualche giornata dedicata a CECA, MEC, EURATOM, parmi di ricordare all’epoca del ginnasio.

Queste Persone erano riuscite a compiere un’opera titanica, che consentì, non solamente all’Europa, di voltar pagina e – compiuto il processo di Norimberga – di dedicarsi toto corde alla pace.

Tutto sembrava consentire di riprendere la vita dedicandoci interamente e per sempre alla ricostruzione materiale dell’Europa ed alla costruzione di una società giusta. E così fu dagli anni ’50 per circa un ventennio.

Purtroppo successivamente ci siamo ritrovati impelagati fra le precorse rivalità, inimicizie, sete di vendetta, odî, operazioni militari, qualche conflitto, ma soprattutto sotto i rigurgiti di un rinnovato gioco della triste triade ideologica del tempo passato.

Vecchie ideologie – che sembrava fossero oramai destinate a materia di studio delle dedicate discipline universitarie – venivano invece resuscitate e coltivate nuovamente, fino a riaccendere stantie conflittualità, che riuscirono ad avvelenare i rapporti sociali ed il confronto politico fra gli Stati ad occidente e ad oriente, con la famigerata cinquantina di guerre sparse per il mondo.

Oggi persino uno studente delle elementari è doviziosamente istruito sui vecchi odî, sulle vecchie lotte fratricide, sui più dettagliati particolari delle atrocità commesse nel secolo scorso nell’intero continente europeo, ma, è stato lasciato all’oscuro delle pagine luminose della ricostruzione di un’Europa distrutta dalla guerra e della creazione di una nuova Europa con ben altre ideologie.

A che pro è stata compiuta una simile mostruosità?!
E cui prodest?!

Ai posteri l’ardua sentenza, potremmo dire e lasciare che le cose proseguano così : tanto oramai le generazioni allevate in questa risorta disumanità son diventate adulte, anziane, ( vecchie ), e c’è
ben poco da fare.
L’unica nota positiva è che è già stato avviato, col contributo di tanti, un nuovo lavacro.

Occidente 20 novembre 2025 Francesco Canepa

( articoli\gruppo EU domani 20 NOV 2025 monnet )


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