I gravi problemi che ostacolano l’unità politica ed economica europea possono trovare avvio a soluzione nella dimensione intellettuale e culturale, umanistica e cristiana che, dando alle questioni la giusta collocazione fino ad oggi mancante, permette di spianare la strada nel quadro di una nuova visione della civiltà.
L’amore per l’Europa e il riscatto della cultura del debito
E’ ormai opinione largamente condivisa che non si debba più pensare alla creazione di un “partito cattolico” (o cristiano). D’altra parte la semplice diaspora civile del cristianesimo che consegna la fede ad una ispirazione personale senza la mediazione culturale e comunitaria del suo potenziale umanistico, suscita parecchi dubbi circa la coerenza della missione…
Si possono individuare due mosse propedeutiche al riscatto culturale della testimonianza cristiana……La prima, un allestimento di una rete di contatti e scambi culturali che favoriscano incontri e dialoghi capaci di coinvolgere intellettuali anche non credenti…
La seconda mossa è l’azione etico-pedagogica di contrasto nei confronti dell’indotto narcisistico-competitivo associato alla cura del benessere e dell’autorealizzazione, che è un pilastro dell’imperativo etico del postmoderno. (Mentre) la dottrina sociale della Chiesa conserva l’identità del “bene comune”.
Non daremo al sistema la soddisfazione di abbandonare il “centro” consentendogli impunemente di trasformare le città in smart-city dei capitali, dei flussi, dei lussi e dell’esclusione.
La città, banco di sperimentazione della cultura del dono e della fraternità
La “polis” richiede l’intervento di tutti i corpi sociali che la compongono. E’ un nuovo pensiero politico (pre-politico) che promuova un ordine sociale poliarchico. Le istituzioni, i poteri e i soggetti più diversi comprese le religioni, devono entrare come attori all’edificazione della società. In un sistema in cui i poteri si controllano e limitano reciprocamente. Tanto più la società è plurale, poliarchica, tanto più è civile. Il cristianesimo ha la forza per ispirare una società democratica che pone al centro la qualità della persona umana. Il cristianesimo ha proiettato l’Europa nell’orizzonte planetario, è forse il solo oggi, che può rianimarla dal ripiegamento nella quale è precipitata: può liberarla dalla prigionia dell’Io e suscitare lo spirito che generi il Noi. Coinvolgendo soprattutto le giovani generazioni protagoniste di un nuovo modo di vedere, di immaginare, di realizzare. Come fondamento di questa tensione è il compito dei laici cristiani nella vita politica, economica e sociale della città..
Da Papa Paolo VI: “I laici che la loro vocazione specifica pone in mezzo al mondo e alla guida dei più svariati compiti temporali, devono esercitare una forma singolare di evangelizzazione. Il loro compito primario e immediato è il mondo vasto e complicato della politica, della realtà sociale, dell’economia. Così pure della cultura, delle scienze e delle arti, della vita internazionale, della comunicazione sociale, oltre ad altre realtà aperte all’evangelizzazione quali l’amore, la famiglia, l’educazione dei bambini e degli adolescenti, il lavoro professionale, la sofferenza.”
L’uscita dai vecchi schemi e la nuova tessitura della rete che dovrà essere europea
Il mondo della cultura umana non può essere concepito come un interlocutore deviante semplicemente in ragione della sua esteriorità ai vincoli e ai linguaggi della fede. Il mondo della cultura umana esprime la “comunità umana” della quale noi stessi condividiamo le sfide. Quando la cultura è buona, è buona. Imparare “le lingue “è dunque necessario per imparare a tenere ciò che è buono.
Contrastare l’esasperazione del potere dell’Io, che sembra essere potere su di Sé, ma diventa potere su di Noi, è il progetto positivo di una cultura del Noi.
Se è vero che i cattolici europei, “il popolo di Dio”, sono insofferenti della loro percezione di essere privi di forza di attrazione nella società attuale, ebbene, è il momento per essi di dire qualcosa di “cattolico” sul potere” laico” del denaro e sulla libertà “religiosa” della testimonianza. Qui incomincia la “rivoluzione culturale” di cui avvertiamo l’urgente bisogno in Europa e nel mondo.
*Estratto a cura della redazione di “Fondiamounpartitocicentro.it”

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