Desidero partire dalla suggestione di questa piattaforma, “Fondare un partito di centro” , per analizzare alcuni punti focali.

Molti sono stati i tentativi di costituire un partito “di centro” alternativo all’attuale bipolarismo, espressione di due poli i quali, come dimostra il progressivo aumento della diserzione dalle urne, non rappresenta quella fascia del Paese che vive di lavoro dipendente e autonomo, di piccola impresa, di artigianato e di libera professione, vessato da un sistema fiscale sempre più ingiusto che continua a privilegiare la rendita rispetto alle attività di produzione di beni e servizi e al lavoro, nonché da un sistema di credito e di fornitura di utilities ispirato al massimo profitto che aggredisce il consumatore, la quale non trova alcun interlocutore politico.

Il tentativo di richiamare al voto questa parte del Paese non può fondarsi, dunque, su una mera ipotesi politica di alternatività ai partiti esistenti, che troppo spesso, tra l’altro, si è persa nella fase di formazione delle liste per appoggiare l’uno o l’altro polo, ma deve definire con chiarezza l’area sociale di riferimento ed il programma che vuole realizzare, richiamandosi ai principi del popolarismo sturziano e degasperiano, le cui caratteristiche vincenti erano proprio le capacità programmatiche, volte a coniugare le grandi suggestioni della politica interna ed internazionale e delle visioni economiche con l’esigenza di dare una risposta ai bisogni concreti delle persone. Un programma fondato sulla necessità di superare le diseguaglianze per ricostruire una visione dell’azione politica, economica e culturale che garantisse la giustizia sociale e la tutela della dignità di ogni uomo, mediante una politica fiscale volta al riequilibrio e rispondente all’art. 53 della Costituzione, la difesa del welfare, l’adozione di politiche di investimento nella innovazione e nella formazione, lo snellimento reale delle procedure amministrative, una riflessione razionale sui costi a carico dell’ambiente e sui soggetti sui quali essi debbano gravare.

La nascita di un nuovo partito in grado di convincere il popolo degli astenuti, dunque, non può limitarsi alla novità della proposta o alla sua dichiarata interposizione tra i due poli, ma deve dimostrarsi una forza politica realmente autonoma e indipendente, in grado di resistere al canto delle sirene dell’uno o dell’altro polo, con una forte identità culturale ed altrettanta concretezza sul piano dell’azione.


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