Sono un’imprenditrice metalmeccanica e fin da giovane studentessa sono stata testimone delle vicende lavorative di mio padre nello sviluppare il sogno di un lavoro rispettoso della dignità morale ed economica dell’uomo.
Tale aspetto è importante per comprendere il successo del gruppo aziendale, che la famiglia non vede soltanto come produttrice di ricchezza, ma come ambito di azione per sviluppare e incrementare il sogno di valorizzare la persona umana.
Le aziende del gruppo hanno attraversato tutte le crisi macro economiche, alcune molto forti (non ultima quella del Covid) senza far riscorso allo strumento della Cassa integrazione e continuando a autofinanziarsi senza far ricorso al credito bancario.
la holding del gruppo, che rispetta i criteri per essere considerata una multinazionale di taglio medio, ha sede in Italila ed è soggetta al regime fiscale italiano. Se trasferissimo la sede della holding in altri paesi europei e extraeuropei la percentuale di tassazione sarebbe molto inferiore. Avere la sede in Italia é “un lusso”.
É assurdo che nell’Europa unita vi siano politiche di dumping tra Stati che realizzano concorrenza sleale in materia fiscale e previdenziale
Una concorrenza senza regole non è un valore unificante ma divisivo e bisogna impegnarsi in Europa per cambiare questa situazione
Penso che un partito di centro sia la soluzione più idonea per superare la demagogia che oggi anima il dibattito politico; una forza di centro può rappresentare la soluzione in grado di incidere sui problemi reali dell’industria, in particolare quella metalmeccanica, anche a livello europeo.
Auspico che le componenti moderate e centriste del Paese riescano a coalizzarsi e a dare vita ad una nuova compagine politica, cosicché nel proprio ambito industriali e politici possano dialogare senza steccati ideologici nell’interesse anche dei lavoratori e di tutta la Nazione.

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